Il profeta

Pietro Breccia ha abbandonato la civiltà e si è rifugiato sui monti laziali a una quarantina di chilometri da Roma, città dove lavorava come impiegato modello di una grande azienda e dove viveva con una mogliettina che non gli faceva mancare niente della vita moderna, dall'ultimo elettrodomestico al cibo surgelato compresa la cenetta del sabato in trattorie dove la calca e gli spintoni sono la normalità. Per non parlare di quei fine settimana al mare in quarantesima fila di ombrellone con bagni nelle acque puzzolenti e sporche di catrame, per poi mangiarsi uno spaghetto alle vongole e sabbia e rimanere imbottigliati per ore nel caotico traffico di rientro. Uno arriva al punto che molla tutto e si ritira a fare l'eremita. E Pietro dopo cinque anni corroboranti ha acquisito una grande forza e salute mentale tale da rifiutare, cacciando in malo modo, una troupe televisiva che si era recata fin lassù per riprendere lo strano uomo che si dice preveda il futuro e guarisca le persone malate. Con l'aiuto di potenti teleobiettivi riescono a filmarlo e a mandare in onda lo spezzone che riscuote a sua insaputa un notevole successo di pubblico. Rientrato a Roma per vecchie beghe con la giustizia, viene riconosciuto dalla gente per il suo strano modo di vestire visto in TV e quindi popolare al punto da attirare su di sé le attenzioni del giovane Puccio, uno spregiudicato agente stampa che vede in lui la gallina dalle uova d'oro. Dovendo restare in città fino al processo, Pietro si sistema in un accampamento hippy alle porte di Roma dove la giovane Maggie tenta di sedurlo ma senza fortuna visto il rigido voto di castità che si è imposto. Nel frattempo frequenta grazie a Puccio, anche i salotti buoni della Roma bene, alla quale rinfaccia, osannato e coccolato, il consumismo e l'eccessivo edonismo. Al tempo stesso non disdegna di farsi pagare per apparizioni su giornali e TV arrivando perfino a girare spot pubblicitari in televisione. Condannato a soli otto mesi con la condizionale per mancate denunce dei redditi degli ultimi anni, Pietro è ormai legato a Roma e alla sua Maggie che col tempo è riuscita a sedurlo e col quale convive in una vecchia barca sul Tevere. Ma la giovane figlia dei fiori trova un ricco che con la sua Dino Ferrari con due carburatori doppio corpo è pronto a scarrozzarla fino in Costa Azzurra dove sarà solo amore, sole e champagne. Il povero Pietro deluso e amareggiato è sul punto di tornarsene sui monti quando inaspettatamente trova in Albertina, sorella e aiutante di Puccio, la donna ideale con la quale iniziare una nuova e lucrosa vita, aprendo la Trattoria dal Profeta, locale tra i più ricercati dalla Roma che conta. Commedia brillante girata nel periodo di maggiore boom economico italiano e dove già si affacciavano nella nostra società le contraddizioni di tale corsa al benessere. Di pari passo i primi movimenti hippy non violenti e per l'amore libero colti con grande ironia dal maestro Risi e dove la bella Ann-Margret ne interpreta appieno lo spirito. Le musiche sono del Maestro Armando Trovajoli scomparso pochi giorni fa e al quale va tutta la nostra gratitudine e perenne affetto.
Il profeta
Italia 1968
Regia: Dino Risi
Musiche Armando Trovajoli
con
Vittorio Gassman: Pietro Breccia
Ann-Margret: Maggie
Oreste Lionello: Puccio
Liana Orfei: Albertina
Fiorenzo Fiorentini: Luigi
Enzo Robutti: Alberto
Yvonne Sanson: Carla Bagni
Geoffrey Copleston: Commendator Bagni

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