Il marito


D ivertente commedia da un soggetto dello stesso Alberto Sordi qui in alcuni dei suoi momenti più irresistibili e genuini. Spacciatosi come ingegnere, lui ex capomastro con un socio geometra, ha messo in piedi una piccola impresa di costruzioni che tenta la fortuna nel boom edilizio che caratterizza Roma negli anni '50. Naturalmente occorrono fortuna e buoni agganci con politici e imprenditori per consentire sia gli appalti che la liquidità in un momento storico dove essa langue e dove una cambiale protestata, può dar luogo ad un effetto domino su tutta una schiera di piccoli imprenditori come Alberto. Di certo non aiuta la scelta di sposarsi con una violoncellista diplomata che dal paese, si è portata appresso sorella da sposare e madre invadente che sogna di trasformare la terrazza della loro casa in un appartamentino, per sistemarsi definitivamente con loro. Senza contare che Alberto ha anche una sorella che versa in cattive condizioni economiche e un vecchio zio da accudire con i fratelli per i quali è la principale se non unica fonte. L'invadenza della suocera è tale che arriva a sostituire la giovanissima cameriera diciassettenne, che può permettersi di non indossare il reggiseno ritenendolo spesa superflua in virtù del seno giovane e turgido, con una vecchia e acida zitella e il tutto naturalmente per preservare la figlia da possibili tentazioni del marito. Il quale in breve tempo perde la possibilità di andare a cena con gli amici, dicendo addio alla coda alla vaccinara del venerdì e, delitto tremendo, perdendo il derby Roma-Lazio per stare vicino alla mogliettina che ha organizzato a casa un concertino di archi con quattro amiche del conservatorio. E' troppo!  In pochi mesi la vita coniugale incide profondamente nella sua attività lavorativa arrivando a comprometterne possibili affari ed appalti e a minare i rapporti con l'amico e socio Ernesto. Tutto pian piano precipita fino all'inesorabile fallimento che tuttavia, nel finale ci riserva un aitante e felice Alberto che, commesso per una fabbrica di dolciumi del mantovano, con uno stipendio ragguardevole di ben 90 mila lire mensili, vive praticamente in treno per spostarsi in tutta Italia e, togliendo la fede dall'anulare, scherza e intreccia relazioni con avvenenti signorine in carrozza. Come dire mi avete fatto fallire e io "mo' me diverto". Tanti i motivi per guardare questi film in bianconero, dall'aspetto storico a quello socio-economico e relativi risvolti politici. Ma soprattutto quello di vedere e rivedere Alberto Sordi, un italiano vero.
Il marito
Italia, Spagna 1957
Regia: Nanni Loy, Gianni Puccini
con
Alberto Sordi: Alberto Mariani
Aurora Bautista: Elena Bonfanti, moglie di Alberto
Delia Luna: sorella di Elena
Laly Blanch: suocera - mamma di Elena
Luigi Tosi: Ernesto Finardi
Alberto De Amicis: Aurelio
Carlo Ninchi: Monsignore
Marcello Giorda: On. Tocci
Pino Patti: Tenente
Rosita Pisano: Sofia, sorella di Alberto
Mario Passante: Commendatore
Ciccio Barbi: amico

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