Il giro del mondo in 80 giorni

Cinque Oscar su otto nomination e una gran quantità di camei, piccole apparizioni di grandi attori, una quarantina, che come diceva nella prefazione di questa versione vista recentemente su Sky, il grande Cinemaniaco Gianni Canova, bisognava riconoscerne almeno otto per essere dei buoni intenditori di cinema. Dire che ho passato brillantemente l'esame è superfluo, visto che conduco questo blog di cinema per un'evidente passione che nutro fin dall'infanzia, quando senza TV si aspettava trepidando la domenica per assistere all'unico film che davano nella sala parrocchiale e rigorosamente dopo aver preso parte alla lezione di catechismo. Altri tempi, bei ricordi e questo era il cosiddetto filmone che arrivava in periferia in occasioni importanti, come ad esempio le festività natalizie. La storia di Phileas Fogg, un gentiluomo membro del Reform Club, uno dei più esclusivi circoli londinesi per soli uomini, che scommette con alcuni soci circa la possibilità di fare il giro del mondo in soli 80 giorni e la somma in gioco è di ben 20 mila sterline. Parte immediatamente con l'appena assunto maggiordomo Passepartout, che avrà modo di dimostrarsi più che idoneo all'impresa, e con lui darà vita ad una delle più belle avventure mai viste sullo schermo. Tra sorprese e contrattempi ma forti del temperamento di Fogg e delle doti di inventiva e adattamento di Passepartout, i nostri riescono a utilizzare i più disparati mezzi di locomozione per portare a termine la missione. Attraversano paesi esotici, oceani e praterie, sfuggendo ai più svariati e imprevisti pericoli, addirittura salvando da morte certa una principessa indiana che si aggrega a loro. Ma nulla possono contro il zelante Ispettore Fix di Scotland Yard che li ha seguiti per tutto il viaggio perché sospetta che Fogg possa essere l'autore di un colpo in Banca avvenuto poco prima della partenza. Arrestato al rientro in patria sembra che la scommessa sia ormai persa. E a nulla valgono le scuse di Mr Fix per l'equivoco, dopo essere stato rilasciato per la cattura del vero ladro, peraltro accettate con flemma britannica da perfetto gentiluomo. Ormai il tempo è scaduto ed è solo grazie ad un caso fortuito che il suo affranto maggiordomo viene in possesso di un quotidiano dal quale evince che hanno guadagnato un giorno nel loro giro del mondo verso est. Così a pochi minuti dal termine Phileas Fogg e la sua principessa irrompono nel club un attimo prima che il tempo effettivo sia scaduto e dove gli esterrefatti membri debbono convenire la loro sconfitta e con l'ingresso per la prima volta di una donna nel loro circolo, la caduta definitiva di ogni tradizione. Un capolavoro della letteratura di Giulio Verne portato sul grande schermo come meglio non si poteva. David Niven, impeccabile gentiluomo, con questa interpretazione si è ritagliato per sempre uno spazio nella memoria di ogni amante del cinema.


Around the World in 80 Days
Stati Uniti 1956
Regia: Michael Anderson
Musiche Victor Young
con
David Niven: Phileas Fogg
Cantinflas: Passepartout
Robert Newton: Ispettore Fix
Shirley MacLaine: Principessa Aouda
Charles Boyer: Monsieur Gasse
Noel Coward: Hesketh-Baggott
Cedric Hardwicke: Sir Francis Gromarty
Finlay Currie: socio del Whist
Fernandel: Vetturino francese
José Greco: Ballerino di flamenco
Luis Miguel Dominguin: Torero
Gilbert Roland: Achmed Abdullah
Cesar Romero: Accolito di Achmed Abdullah
Peter Lorre: Cabin steward
George Raft: Buttafuori del Saloon
Marlene Dietrich: Padrona del Saloon
Red Skelton: ubriaco nel Saloon
John Carradine: Col. Proctor Stamp
Frank Sinatra: Pianista del Saloon
Trevor Howard: Denis Fallentin
John Mills: Conducente della carrozza
Hermione Gingold: signora sportiva
Glynis Johns: Assistente sportiva
Charles Coburn: impiegato Steamship co.
Buster Keaton: conduttore del treno
Edmund Lowe: ingegnere della Henrietta

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