Storie irlandesi

Tyrone Power, in quanto di origini irlandesi funge da presentatore, padrone di casa, aprendoci la sua porta e facendoci accomodare con garbo per ascoltare queste tre divertenti storie, tra il drammatico lieve e la commedia, sulla gente irlandese. Tre storie dal fascino unico nell'incanto della natura e del suo popolo semplice, schietto, pacifico ma all'occorrenza bellicoso quando lotta per la sua indipendenza e comunque sempre pervaso da un fortissimo sentimento religioso. John Ford, da par suo, confeziona un film delizioso mettendo insieme tre racconti di diversi autori e molto popolari in Irlanda. Si comincia con  "THE MAJESTY OF THE LAW" di Frank O'Connor dove un ispettore di polizia di un piccolo villaggio deve recarsi presso la casa diroccata di un vecchio amico con un mandato di cattura che lo riguarda. Va a piedi per meditare e maledire ogni miglio che lo divide da quella ingrata incombenza. Giunto là viene ricevuto con tutti gli onori dell'ospite e dell'amico. Il corpulento Dan O'Flaherty ha spaccato la testa ad un usuraio e deve andare in prigione. Ma non subito, magari domani, e già che ci siamo beviamoci sopra del wiskhey fatto di contrabbando in casa e visti i tempi che corrono non è venuto per niente male. All'indomani, nonostante l'usuraio voglia ritirare la querela e sia disposto a pagare lui la multa, il vecchio O'Flaherty rifiuta e parte per la prigione dove scontare il suo debito con la giustizia lasciando l'usuraio nella vergogna e nel biasimo di tutto il paese a piangersi addosso. Ricevuto nella scalcinata prigione del villaggio viene a sua volta accolto con tutti gli onori dalle guardie rispettosissime e dal suo amico ispettore. La seconda storia "A MINUTE'S WAIT" di Michael J.McHugh, è senz'altro la più divertente ed emblematica di un popolo sempre pronto a sbronzarsi e a raccontar storie. Un treno si ferma in una piccola stazione di campagna e prevede una sosta di un solo minuto. Come sempre i passeggeri scendono in massa dal treno e corrono al pub della stazione per "rifornirsi" di birra e wiskhey. Il macchinista attacca subito con il lugubre incontro avuto con un fantasma in armatura nei pressi di un vicino castello diroccato e la tensione si taglia col coltello unitamente ai fumi dell'alcool. Si deve ripartire e tutti i passeggeri risalgono in fretta a bordo, ma prima una super capra da primo premio in una fiera molto popolare, deve essere caricata e siccome è di pura razza irlandese viene fatta salire in prima classe accanto a due distinti signori invitati ad un matrimonio e con una certa fretta. Ma sono Anglicani .. pfui! Questo comporta un'altra sosta di un minuto e relativa bevuta e puntata del racconto del fantasma. Poi arriva la pescivendola con le aragoste per i 50 anni di matrimonio del vescovo e bisogna caricarle. Altra sosta e i due inglesi che avevano lasciato la loro carrozza per non dividerla con la capra si vedono costretti ad accettare la compagnia delle aragoste. Si parte? Forse. Anzi no, bisogna aspettare la locale squadra di rugby che ha il pullman rotto ma è ormai nei pressi della stazione e tutti in paese hanno scommesso su di loro. Avrà vinto? L'attesa è spasmodica. Un minuto di sosta e via di bevute, balli e fantasmi. Arrivano i giocatori, alcuni su barelle e altri incerottati ma la banda che li precede è foriera di vittoria. I due inglesi temendo si tratti dell'ennesima rivolta chiedono di poter scendere per godersi un tè cinese ma possibilmente in disparte. Un tè? .. pfui. Prego si accomodino in giardino e in attesa del tè nel tripudio generale il treno finalmente riparte. Da un minuto sono trascorse tre ore e un paio di genitori hanno avuto anche il tempo di "accoppiare" i propri figli. Lei ha una dote di 10 mila dollari come risarcimento per il padre morto in America. E gli inglesi?? Sono là che aspettano ancora il loro tè. Ma tanto sono Anglicani .. pfui. La terza storia "THE RISING OF THE MOON" di Lady Augusta Gregory vede un patriota irlandese in procinto di salire sul patibolo durante la guerra per l'indipendenza dagli Inglesi. Fuori un'enorme folla recita il rosario mentre dentro l'angusta cella il nostro patriota è a sua volta inginocchiato davanti a un crocefisso e il frastuono del rosario esterno è per lui di grande conforto. Tutti là fuori, dalla folla alla polizia che è irlandese, sono in grande apprensione e anche all'interno del carcere il capo dei secondini sembra tramare qualcosa per il patriota. Non foss'altro per il fatto che continuamente sposta l'orologio della prigione indietro per prendere tempo. Fa anche entrare due suore asserendo che una di loro è la sorella del condannato tanto che il comandante inglese è costretto a concederle 5 minuti di visita. Il capo dei secondini riesce anche a fulminare alcune lampadine e nella semi oscurità riporta fuori le due suore affrante e piangenti dopo la straziante visita. Quando finalmente è giunta l'ora dell'esecuzione, il drappello scopre che nella cella c'è ora una giovane ragazza con tanto di passaporto americano. Il patriota è fuggito e a nulla valgono gli estremi tentativi di riacciuffarlo da parte degli inglesi. Travestito da cantastorie e con un occhio di riguardo da parte della polizia irlandese, prende il largo con un battello che lo stava aspettando. Un film da vedere. Un popolo da amare.


l’inizio dell’episodio più divertente

The Rising of the Moon
Stati Uniti, Irlanda 1957
Regia: John Ford
con
Cyril Cusack: Ispettore Michael Dillon
Noel Purcell: Dan O'Flaherty
Jack MacGowran: Mickey J.
Jimmy O'Dea: Paddy Morrisey
Tony Quinn: Andrew Rourke
Paul Farrell: Jim O'Brien
Donal Donnelly: Patriota Sean Curran
Maureen Cusack: Suor Therese
Doreen Madden: Suor Matthias

e con
Tyrone Power: Presentatore - Narratore

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