Vita da cani

Mediometraggio geniale sulla difficile arte della sopravvivenza in una società profondamente prostrata dalla crisi economica e dove la fame rende gli uomini simili ai cani. Come loro costretti al randagismo e a contendersi il cibo se non fosse per la presenza della legge che nelle vesti del solerte poliziotto cerca di mantenere il più possibile l'ordine. Il vagabondo dorme rannicchiato in in angolo cercando di far fronte come può ai tanti spifferi d'aria gelida che un malandato steccato non può certo contenere. Dall'altro lato un bastardino riposa come l'uomo ma con la consolazione almeno di rosicchiare una vecchia scarpa. Le loro strade si uniscono quando l'omino deve scappare dal poliziotto che l'ha sorpreso nel tentativo di rubare un salsiccia e il cagnetto dal branco di cani più grossi che lo minacciano. Arrivano in una locanda dopo essersi rimpinzati ai danni di uno strabico venditore ambulante di salumi e danno vita ad una serie di gags esilaranti. Nel luogo non sono ammessi i cani e l'omino lo nasconde negli ampi pantaloni da un buco dei quali spunta la coda del piccolo animale scatenando l'incredulità prima e l'ilarità generale poi. Qui si esibisce una cantante che con le sue canzoni tristi riesce a far piangere copiosamente il pubblico, ma il burbero proprietario pretende da lei che ammicchi anche ai clienti per indurli a consumare. Scraps, il cagnolino, scavando ha trovato un portafoglio pieno di denaro che una coppia di malviventi ha nascosto dopo averlo rubato ad un ricco signore di passaggio e così l'omino è pronto per ritornare nel locale, da dove era stato cacciato malamente, per poter sedersi con la bella e triste cantante che poco prima aveva cercato di attaccare bottone con lui. Nel frattempo il padrone l'ha cacciata e non vuole nemmeno pagarla per quello che ha fatto finora ed ecco che le appare l'omino, tutto pimpante e pieno di soldi che come vengono mostrati, attirano i due ladri che con maniere spicce se ne reimpossessano. Ma l'omino è tipo dalle mille risorse inventive e con un abile mestiere riesce a riprendersi il denaro e scappare con la fanciulla, con la quale aveva progettato in un veloce momento di intimità, di abbandonare questo mondo crudele e trasferirsi in campagna dove con quei soldi avrebbero vissuto felicemente sognando anche una schiera di marmocchi. E ...
When dreams come true
ecco il nostro omino che ha appena terminato di seminare il campo e rientra a casa dove la mogliettina lo aspetta col fuoco acceso, la vestaglia pronta, tanti baci e abbracci felici e in primo piano una culla che sembra accogliere un primo erede ... ma all'interno c'è invece Scraps con una cucciolata di scodinzolanti e minuti cagnolini che rendono la coppia felicissima.
Signore e signori, Charlie Chaplin in arte Charlot. Tutti in piedi. Applausi.
A Dog's Life
USA 1918
Regia, soggetto, sceneggiatura, musiche e montaggio: Charlie Chaplin
con
Charlie Chaplin: il vagabondo
Edna Purviance: la cantante
Sydney Chaplin: il venditore ambulante di salsicce
Henry Bergman: grasso disoccupato e signora nella taverna
Tom Wilson: il poliziotto
Albert Austin: l' imbroglione
Mut: il cagnolino Scraps (a Thoroughbred Mongrel)
"un bastardino di pura razza bastarda"

Commenti

  1. E' sempre molto amaro il grande Charlie.

    Da non confondersi con 'Vita da Cani' di Monicelli

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