La notte dell'agguato

Sam Varner è un abile esploratore al servizio dell'esercito e con il giovane allievo mezzosangue Nick è sulle tracce di un gruppetto di Apache scappati dalla riserva di San Carlos e con grande abilità riesce a sorprenderli e disarmarli con l'ausilio dei soldati. Nel gruppo composto in prevalenza da donne scoprono con grande stupore una squaw bianca, tale Sarah Carver, unica sopravvissuta molti anni prima ad un agguato degli indiani. Ha con sé un figlioletto e ottiene di essere scortata nel più vicino villaggio non appena si potrà organizzare un reparto di cavalleggeri. Lei insiste per partire subito, una oscura minaccia sembra turbarla. E così Sam che ha terminato il suo lavoro come guida, anche se riluttante all'inizio, accetta di portarla con sé su pressioni della donna che sembra non padroneggiare più della sua lingua originale dopo anni passati con gli indiani. Strada facendo Sam viene a conoscenza che la donna è sola al mondo ormai e così decide di portarla nel suo piccolo ranch nel Nuovo Messico dove lui e l'anziano socio, che negli anni ha mandato avanti la fattoria in sua assenza, hanno senz'altro bisogno di una donna che cucini e li accudisca. Strada facendo non mancano i macabri rinvenimenti di coloni ammazzati e carovane assaltate, una scia di morte riconducibile a Salvaje, il fantasma nella lingua apache. Conosciuto dai bianchi col nome di Katawa il furioso, col suo fucile da caccia al bisonte e le sue micidiali frecce tiene tutta la zona nel terrore. Giunti a destino e presa confidenza con la nuova realtà ecco arrivare il giovane scout dopo pochi giorni portando notizia che Salvaje è sulle loro tracce e che il piccolo è suo figlio. Lui lo rivuole e non tarda a mettersi in azione e pur contrastato da due abili scout di cui uno mezzo indiano riesce ad eliminare prima il vecchio e poi il giovane Nick, ma cadrà nel tranello finale tesogli da Sam. Di lui, lunghi capelli neri e gilet di pelliccia nera, non vedremo mai bene il volto ma solo la forza e agilità belluina tipica del peggiore incubo notturno. Girato in gran parte nel Red Rock Canyon del Nevada, dai ritmi iniziali piuttosto lenti, si fa apprezzare in definitiva per una trama dai forti contenuti umani e risvolti sociali, con una donna che ha scelto di "vivere" nonostante la violenza e la cattività in condizioni penose e un figlio che adesso è meglio crescere in un ranch isolato con un uomo buono, che senza chiedere nulla in cambio si presta per farle avere una nuova e dignitosa vita.
The Stalking Moon
Stati Uniti 1968
Regia: Robert Mulligan

con
Gregory Peck: Sam Varner
Eva Marie Saint: Sarah Carver
Robert Forster: Nick Tana
Noland Clay: bambino, figlio di Sarah
Nathaniel Narcisco: Salvaje

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