Inferno bianco

Stewart Granger è Jules Vincent cacciatore di pellicce canadese che durante una sosta in uno sperduto villaggio di confine conosce in un saloon una ragazza indiana che lì intrattiene la gente cantando. Lui, molto forte, conosciuto e rispettato deve scontrarsi con un ubriaco che vuole molestare la ragazza che al termine della scazzottata lo prega di riportarla dalla sua tribù Chippewa e visto che passa da quelle parti non esita ad accontentarla. L'uomo della rissa, tale Brody, all'indomani, sobrio e malconcio si scusa con Jules e gli chiede un passaggio in canoa. Nell'attraversare le rapide però accade che l'uomo perda la testa nelle manovre rischiose da fare e Jules è costretto a sparargli per salvare la sua vita e quella dell'indiana. Temendo la giustizia dei bianchi lascia la ragazza, nel frattempo innamorata di lui, nella sua casa e scappa sulle montagne che conosce perfettamente e sa come sopravvivere alle sue estreme condizioni. I "Mounties", il famoso corpo di polizia canadese detti anche "Giubbe rosse", non tardano molto a ritrovare il cadavere di Brody e dai testimoni che l'hanno visto prima azzuffarsi e poi imbarcarsi con Jules traggono la sola conclusione possibile e ordinano la sua cattura per omicidio dandone l'incarico all'agente Pedley, un duro capace di farsi riconsegnare dei cavalli rubati dagli indiani, entrando da solo nel loro villaggio incurante delle loro minacce armate. Un tipo risoluto che pur conoscendo le qualità del ricercato non esita a mettersi sulle sue tracce forte del fatto che conosce un suo abituale capanno di caccia tra le montagne. Infatti arriva con la sua slitta trainata dai cani sul luogo e ammanetta Jules. Questi lo avverte che sta per scatenarsi una bufera ed è consigliabile restare qualche giorno nella capanna ma Pedley è risoluto e intende partire l'indomani mattina. Dovrà fare i conti con la natura, un paio di cacciatori dispersi ed affamati e per finire contro un branco di lupi feroci che decimeranno i suoi cani e lo feriranno azzannandolo al collo. La paura e lo stremo delle forze gettano Pedley in un penoso stato catatonico rendendolo insensibile ad ogni stimolo esterno e solo la forza di Jules e la sua ferrea volontà di non abbandonarlo gli consentono di salvarsi. Raggiunge la casa fuori del villaggio e con la sua ragazza prestano le cure necessarie all'agente che si riprende fisicamente ma mentalmente rimane sempre un automa. In paese vengono ormai dati per morti ma qualcuno si sta accorgendo della loro presenza dai quantitativi di cibo che la ragazza acquista in paese e a Jules non resta che tentare di fargli avere un altro shock per provare a rinsavirlo e lo porta con sé in canoa lungo le rapide teatro dell'omicidio per il quale è ricercato. La scelta si rivela giusta e nel tratto più critico e pericoloso Pedley riacquista la ragione e temendo per la sua vita, visto il dissennato modo di remare del compagno, gli spara per farlo smettere e salvarsi. E' quello che sperava Jules che invece di essere colpito fa rovesciare la canoa in un punto dove facilmente si può riguadagnare la riva. Al processo Pedley testimonierà il fatto accadutogli come plausibile circa l'analogo capitato a Jules che viene scagionato da ogni accusa e può finalmente abbracciare la sua indianina.
Buon film con una trama semplice ma con tantissima azione e arricchito dai paesaggi, quelli del Grand Teton National Park su tutti, veramente straordinari.
The Wild North
USA 1952

Regia: Andrew Marton
con
Stewart Granger: Jules Vincent
Wendell Corey: Agente Pedley
Cyd Charisse: Ragazza indiana
Morgan Farley: Padre Simon
Howard Petrie: Mike Brody
J.M. Kerrigan: Callahan
Lewis Martin: Sergente
John War Eagle: Capo Indiano

Commenti

  1. "arricchito dai paesaggi, quelli del Grand Teton National Park" ... che è il nome di una clinica di chirurgia plastica ?

    RispondiElimina
  2. gnurant!!
    i francesi che per primi esplorarono la zona chiamarono tre cime rotonde tipiche della zona e visibili da lunga distanza le "grandi tette" letteralmente GRAND TETON
    o trois (3) teton
    ;-))

    RispondiElimina
  3. Ma dai...Gobbo...non sai più riconoscere due o tre tette quando le vedi?!?

    Eheheh...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. minkia tiger, che donne frequenti ? ;)

      Elimina

Posta un commento

i vostri commenti sono molto apprezzati

Post popolari in questo blog

400 giorni - Simulazione spazio

Don Camillo e Peppone - la saga - (1952 - 1965)

I sei della grande rapina

Solo per vendetta

Furore