Scansati... a Trinità arriva Eldorado

Nella fase di stanca del genere, portato al culmine del successo dalla coppia Hill - Spencer, che ne decreta una svolta comica e meno violenta e sul solco di quest' ultima si inserisce questo film che richiama nel titolo in maniera esplicita e maliziosa il famoso predecessore quando invece si tratta del nome di una cittadina, Trinità appunto e mi immagino il "disappunto" di quanti avranno acquistato il biglietto all'epoca nel constatarlo in sala. Il Duca, Stan Cooper nome d'arte del nostrano Stelvio Rosi è un simpatico truffatore che col complice Carter (Gordon Mitchell) campa di truffe spesso scoperte e con esiti esilaranti. E' anche un baro di professione in un mondo di bari da saloon e dalla rissa facile e sfascia-locali. Dopo tante delusioni riesce a mettere le mani sul tesoro di un pazzoide che si crede un dio e si fa chiamare Eldorado. Questo improbabile Guru governa con i suoi strampalati soldati la cittadina di Trinità ed è circondato da una corte di fanatici che lo venera oltre a disporre di un cavallo adatto al suo "rango divino" accessoriato addirittura con specchietti retrovisori. Abile nei trucchi di prestigio e carte, il Duca imbambola Eldorado e gli sottrae l'oro eliminando i suoi uomini con la complicità della bella Juanita. Con Carter riesce a sistemare anche la banda di Ringo che sembra da lontano il cuoco Vissani e sposa la bella complice, dedicandosi finalmente solo al gioco. E nel finale, in un tavolo da poker, dove gli altri tre giocatori esibiscono un poker d'assi ciascuno, lui ne sbatte sul tavolo ben 5, definendolo un superpokermaggiore, un exploit sensazionale mai riuscito a nessuno. Ben 17 assi sul tavolo. A questo punto direi che l'annosa diatriba su chi abbia realmente diretto questo film tra l'accreditato Spataro il presunto Fidani o l'outsider e “reo confesso” ultimo Massaccesi è questione marginale. Piuttosto c’è senz’altro da menzionare l’erculeo Mitchell – o come lo chiamavamo all’epoca “Brenno” – in virtù del “peplum” di successo da lui interpretato nel ruolo del Gallo che fece tremare Roma e che lo fece conoscere in Italia, dove sbarcato dall’America, divenne uno dei caratteristi più apprezzati e riconoscibili grazie al fisico muscoloso e a una faccia “tagliata con l’accetta”.



Scansati... a Trinità arriva Eldorado
Italia 1972


Regia: Dick Spitfire alias Diego Spataro
con
Stelvio Rosi: Jonathan Duke "il Duca"
Gordon Mitchell: Carter
Craig Hill: Eldorado
Amerigo Leoni: Ringo
Daniela Giordano: Juanita

Commenti

  1. Sic transit gloria spaghettii: un disastro. Massaccesi (che si regala anche un cameo) fa quel che può (poco), Stan Cooper/Stelvio Rosi manco quello. A meno che non lo si guardi in ottica psicotronica, e allora si potrebbe gridare al capolavoro sfiorato... Da recuperare le musiche, notevoli (e ovviamente del tutto fuori contesto, essendo pescate a casaccio dal calderone del progressive nazionale): fra l'altro è riconoscibilissima Jesahel in versione strumentale!

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  2. ahahaha
    grande!!
    e mi fa piacere che anche tu abbia riconosciuto jesahel
    io mi chiedevo mentre guardavo
    .. "questa musica mi sembra tanto quella dei delirium" ..
    ma forse sarà un abbaglio ma come anni ci siamo .. vuoi vedere che
    .. e in effetti mi conforti
    ;-))

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  3. ad ogni modo ho trovato una miniera
    nel canale iris appena visibile grazie all'ultimo avvento del digitale in questa nostra regione del blocco comunista e mi diverto e registrarli, guardarli (alcuni per la prima volta) e metterli qui nel blog
    e affermo che aldilà di tutto sono
    senz'altro preferibili al cinema italico attuale
    vedi femmine contro maschi
    visto obtorto collo per far contenta la mogliera
    ;-))

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