Al di là della legge

La redenzione di Billy Joe Cudlip da ladro a sceriffo, da straccione a uomo rispettato e benvoluto non coincide con quella dei suoi compari che ci lasciano le penne in un finale che a me francamente ha lasciato l'amaro in bocca. Il terzetto, insieme da una vita, tirava a campare con piccoli colpi sognando quello definitivo che cambia per sempre la vita. E la svolta è proprio un carico d'argento del valore di 100 mila dollari che la banda può finalmente prendersi dopo aver sgominato con l'aiuto di alcuni volenterosi cittadini una pericolosa e ben nutrita banda rivale, che aveva preso in ostaggio alcuni cittadini per ottenere il prezioso carico. Ormai sembrava cosa fatta ma c'era rimasto il giovane novellino del West, Ben Novack, esperto tecnico minerario, che appena giunto dall'Europa, si era fatto sfilare con estrema abilità la borsa contenente gli stipendi degli operai della miniera di Silvertown, proprio dagli amici di Cud. Questo giovane aveva preso a ben volere quello che da tutti era considerato un pezzente ed era ricambiato dal rude pistolero che mai aveva visto modi e comportamenti così educati. Ben lo aveva fatto nominare sceriffo per via delle sue doti con le armi dopo che aveva sventato un precedente tentativo di rapina della banda Burton e lo sceriffo era rimasto gravemente ferito. Lo aveva rivestito di tutto punto e in questo nuovo ruolo Cud si sentiva così bene che timidamente aveva pure cercato di metter su famiglia accorgendosi di avere anche lui dei sentimenti anche se affiorati all'improvviso e tardivamente per colpa della sua vita randagia e senza sosta. E così adesso che il solo Ben si frappone tra loro e il sogno di una vita, pressato dal vecchio predicatore che vuole eliminare il ragazzo, egli prende la decisione di una nuova vita e con grandissimo rammarico uccide il vecchio che aveva estratto per primo e Ben fredda a sua volta l'altro. Lui sapeva che Cud era l'autore del primo furto ma gli voleva bene e questo ha significato per lui vivere e per Cud redimersi.
Avrei preferito che anche gli altri due avessero preso la via del bene visto che tutto sommato erano più le azioni buone compiute in questo film di quelle illegali, ma è anche vero che così viene rafforzata la scelta intima e sofferta del protagonista. Grande Lionel Stander e ottimo Sabàto ai suoi inizi, c'è anche Bud Spencer in un ruolo secondario e il duro Gordon Mitchell mascherato da Zorro, cosa questa che stona tanto e al limite del ridicolo, e su tutti un grande Lee Van Cleef, con la voce di un altro grande come il compianto Emilio Cigoli, a suo agio con i panni dello straccione e bandito come con quelli dell'affettato cittadino e sceriffo.



Al di là della legge
Italia, Germania 1968


Regia: Giorgio Stegani
Musiche: Riz Ortolani

con
Lee Van Cleef: Billy Joe Cudlip
Antonio Sabàto: Ben Novack
Lionel Stander: Predicatore
Al Hoosman: socio del Predicatore
Graziella Granata: Sally Davis
Bud Spencer: James Cooper
Gordon Mitchell: Burton
Enzo Fieramonte: sceriffo John Ferguson

Commenti

  1. Se non proprio fra i Padri Fondatori, Giorgio Stegani Casorati è comunque una figura importante del western all'italiana, quello - con Ferroni, del quale non a caso era il braccio destro - rimasto più vicino alla matrice americana. E anche questo non fa eccezione, perlomeno fino alla parte conclusiva, il che da un lato ne fa apprezzare i pregi formali (magnifica la fotografia di Serafin), dall'altro lo rende un filo anonimo rispetto a molti, più scatenati, coevi. Comunque da vedere.

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