Una Storia Semplice (1991)




« Franzò: Lei si è tenuta in gola per tutto il viaggio una domanda che voleva farmi.
il Rappresentante: Si sbaglia sa'.
Franzò: Ma no, è come se l'avesse pronunciata quella domanda.
il Rappresentante: Non so di che cosa stia parlando.
Franzò: Ce l'aveva dipinta sul viso la domanda, moriva dalla voglia di chiedermi: "come si fa a essere siciliani?" »



Una mia regola per scegliere un film: se c'è G.M. Volontè sarà bello di sicuro. 
E così è stato anche questa volta. 
Siamo in presenza prima di tutto di una storia scritta da Leonardo Sciascia ed ambientata nella sua Sicilia. 
Poi ad un cast di attori italiani di primo livello, capitanati, come ho scritto sopra, da un Volontè sempre in piena forma, nei panni, stavolta, di un professore di italiano in pensione (Franzò) "l'italiano, Non è l'ITALIANO, è il ragionare ..." ma vanno ricordati e segnalati pure Massimo Dapporto nella parte di un questore sempre inamidato sia nei vestiti che nei ragionamenti;
Ennio Fantastichini nelle vesti di un commissario oramai stufo della sua professione;
un giovane Ricky Tognazzi nel ruolo del Brigadiere che ragiona come un giallista; 
Massimo Ghini che si ritrova invischiato nelle maglie della "giustizia italiana"
Paolo Graziosi un colonnello dell'Arma col coraggio e la fermezza di una banderuola al vento; 
Omero Antonutti parroco del paese con un ghigno sinistro.
Il racconto si svolge con delicatezza, con le giuste pause (siamo in Sicilia non a Los Angeles) e da quello che sembra essere solo un film giallo, si notano delle chiare denunce allo stato di cialtroneria diffusa in cui è ridotta la giustizia italiana ed alla voglia di protagonismo di taluni personaggi, come il sostituto procuratore, titolare delle indagini ex allievo del professore che prendeva sempre tre in italiano perché copiava ma una volta prese cinque "perché quella volta aveva copiato da un autore più intelligente" .
La storia ha inizio con un ex diplomatico, Giorgio Roccella,  che chiama di sera il  commissariato di polizia di Monterosso per denunciare il ritrovamento di qualcosa di strano. La polizia pensa ad uno scherzo e si recherà nella villa solo l'indomani mattina, trovando l'uomo morto. Si pensa al suicidio ma il brigadiere della polizia ritiene che ciò non sia possibile ... verità o frutto della sua fantasia?


Commenti

  1. a me è piaciuto tantissimo ad inizio carriera "la classe operaia va in paradiso" fu un film interpretato magistralmente come un altro successo di pubblico e critica fu "sbatti il mostro in prima pagina" senza dimenticarsi dei tanti western in specie con Leone
    .. poi i ruoli troppo impegnati e i generi tristi del cinema sociale me lo hanno allontanato preferendo altri film ..
    è morto troppo presto
    un grande del cinema

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