Totò: Chi si ferma è perduto

Trama: I ragionieri Antonio Guardalavecchia (Totò) e Giuseppe Colabona (Peppino De Filippo) sono impiegati presso la filiale di Napoli della ditta Pasquetti, una società di trasporti. Il loro capoufficio è Cesare Santoro, superiore molto severo che non tollera l'atteggiamento poco professionale dei due impiegati. Al culmine dell'ennesimo rimprovero riservato a Colabona e Guardalavecchia davanti a un impiegato neoassunto, il catanese Donato Cavallo, Santoro li minaccia di trasferirli in Sardegna.
L'improvvisa morte del capoufficio dà inizio a una spietata "guerra per la successione" tra Colabona e Guardalavecchia, lotta i cui segnali si manifestano già al funerale di Santoro.


Parodìa stupenda dell'avidità e dell'ambizione delle persone che pur di raggiungere anche miserrimi obiettivi son pronti a tutto.
Trasferito in ambito politico nella nostra povera Italia, Guardalavecchia, Colabona e Santoro vi ricordano qualcuno?
Ribadisco, il "Principe" era 50 anni avanti.... chapeau!


Commenti

  1. Ragionier Fi(li)ni22 gennaio 2011 19:02

    O forse l'Italia è 50 anni indietro??
    :)

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  2. Ottima riflessione ragioniere, è sempre questione di tempo.
    Io sono un amante del vecchio adagio "si stava meglio quando si stava peggio" ..... almeno allora si sorrideva!

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  3. cari colleghi avete ragione entrambi
    ma una cosa mi salta all'occhio ...
    quel Santoro non è cambiato una
    virgola è rimasto sempre all'anno
    ... ZERO

    ;-))

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  4. Italiota Beota24 gennaio 2011 09:17

    Ben tornato Paolino ... purtroppo convergo parallelamente col ragioniere ... l'Italia s'è fermata, ma purtroppo gli altri nel frattempo sono andati avanti ... e si girano dicendoci "vieni avanti cretino"

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