La giusta distanza (2007)


Mazzacurati, regista del film, esplora ancora una volta la pianura veneta ed i suoi mutamenti che di fatto la rendono immobile, come la nebbia che l'avvolge. In questo film, si parla di integrazione, dei cosidetti "nuovi italiani". C'è il meccanico tunisino, la moglie rumena del ricco del paese, il pizzaiolo magrebino. Sembra distante questo Veneto del Polesine, da quello che ci racconta la cronaca quotidiana della solidarietà: ci narrano di muri razziali e culturali nel Veneto che fu bianco. Finchè non accade qualcosa di terribile ed allora il Veneto multiculturale sparisce e ritorna la provincia per bene, dove l'apparenza va salvata a scapito della verità, soprattutto se mina le sicurezze di ogni giorno, ed allora non esistono più i nuovi italiani, ma ritornano gli "stranieri deliquenti".
Mara (Valentina Lodovini) è una giovane maestra, che si trasferisce nel paese di Concadalbero, un piccolo centro agricolo sulle sponde del Po.
Mara è molto bella ed anticonformista, è solo di passaggio, ha in progetto di trasferirsi in Brasile. Ma non sfugge inosservata agli uomini del paese, tantomeno al giovane Giovanni (Giovanni Capovilla) che l'aiuta nel trasloco nella nova casa. Giovanni è un aspirante giornalista che fornisce piccoli articoli di cronaca locale per il Resto del Carlino. Mara comincia a conoscere tutti gli abitanti del paesello tra cui anche Hassan (Ahmed Hafiene), il meccanico del paese, ben voluto da tutti. Tra Mara ed Hassan nascerà una breve relazione. Un giorno Mara viene ritrovata assassinata e del suo omicidio viene incolpato Hassan, le cui prove a carico sembrano schiaccianti. Giovanni rimane colpito dalla vicenda e sebbene giornalista non riesce a mantenere la "giusta distanza" dagli avvenimenti (come gli ricorda il suo mentore Bencivegna (Fabio Bentivoglio), in quanto era rimasto infatuato pure lui da Mara e non scava a fondo nella vicenda sebbene Hassan sia stato amico suo. Hassan condannato si suiciderà in cella lasciando un biglietto in cui si dichiara innocente e che la sorella recapita a Giovanni, che ora lavora a tempo pieno come giornalista. Scosso dall'avvenimento, Giovanni si rimette ad indagare sul caso, ma ora mantenendo la "giusta distanza", trovando molte pecche sia nelle indagini che nel processo e che lo porteranno a conoscere la verità e permettere di far arrestare il vero colpevole. Giovanni si trasferisce a lavorare a Milano, ma verrà a sapere che al suo paese non hanno gradito che abbia fatto condannare "uno di loro" al posto di Hassan, che non è mai stato uno di loro ...





Commenti

  1. lo sai che non guardo film italiani se non sporadicamente ma da quanto leggo questo dovrebbe essere buono
    diciamo di denuncia sociale anche se
    penso non aggiunga niente di più a
    altri film del genere magari forse
    più celebrati ... ecco rimango con
    le tue parole e mi fido
    ;-))

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  2. poi domani te lo formatto
    ehehehe

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  3. da un italiota convinto come te stona ... c'è del buono nel cinema italiano ... basta saperlo cercare ... e non voler vedere film che imitano gli americani ... la nostra cultura è diversa, e per certi versi per fortuna, per altri un po' meno ... ma pazienza ...

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  4. ma come hai detto che non esiste l'italia??
    ;-))
    e poi non guardo film italiani finanziati dal denaro pubblico che
    sappiamo come diano poi un'impronta
    politica che fa solo male al cinema
    e in attesa di vero CINEMA preferisco guardarmi i vecchi classici e i film d'azione americani .. almeno gode l'occhio ..
    ;-))
    però grazie a te riesco a sopperire a questa mia "lacuna" tenendomi informato su quanto di buono passa il convento italia
    perciò ti dico grazie

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  5. Vogliamoci tanto bene21 gennaio 2011 09:14

    questo blog è bello perché ci completiamo a vicenda chi con vintage chi con generi e chi senza fare un
    cazzo
    ihihihihi
    ;-))

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  6. infatti la ricchezza dell'italia è di non essere una nazione omogenea ... ciò che vede tornatore è diverso da ciò che vede mazzacurati ... sai che sono un federalista convinto, ma non un federale ... ;-) ... i soldi pubblici investiti per la cultura è un bene ... purchè sia cultura ... la cultura non deve creare ricchezza monetaria ... ma richezza intelettuale e possibilmente a tutti ... una delle vie è il cinema ... certro che se finanzi film che non vedranno mai le sale, allora mi trovi d'accordo con te ...

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  7. in quanto a chi non fa un cazzo ... dimostra che è un blog nato in italia ... ;-)

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  8. Carmelo B. Well21 gennaio 2011 09:41

    e io vi voglio tanto bene

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